Così Luigi Borsari descriveva le condizioni ambientali  del nostro territorio:

«paese deserto senza strade, malsicuro perché gremito di grosso e fiero bestiame allo stato brado. Si distendono vaste praterie interrotte da stagni ed acquitrini nei quali si specchiano roveti e canne palustri. Sugli alberi si annidano stormi di corvi, mentre sugli arenili stanno radi immobili aironi, trampolieri ed altri uccelli assueti alla riva. All’orizzonte, arbusti e ginepri delineano l’estrema fascia vegetale che riveste le dune lungo il lido».

Questo per ricordare le origini di questo territorio e del suo delicato equilibrio…

Oggi si tratta di trovare un equilibrio, possibile e doveroso, per consegnare alle future generazioni un territorio che sia oggetto da una parte di un adeguato sviluppo di servizi e  infrastrutture ma dall’altra anche della conservazione degli ambienti del Tevere, delle residue aree agricole, delle zone a parco nonché delle diverse preesistenze storiche.

Uno studio sistematico approfondito finalizzato ad una maggiore visione d’insieme oltre che ad una conoscenza puntuale, potrebbe senza dubbio favorire una ulteriore presa di coscienza della necessità di conservare tale patrimonio paesaggistico e monumentale stratificato e complesso; una adeguata tutela e valorizzazione sarebbero in grado di contribuire alla crescita di una peculiare economia, in parallelo ad un auspicabile sviluppo di qualità urbane e turistiche.